La rete mobile italiana è al collasso

Rete mobile italiana al collasso
La rete mobile Italiana al collasso

Si fa un gran parlare di rete wireless al collasso, di rete mobile che non regge e di smartphone che “succhiano” tutta la banda a disposizione delle nostra povera rete di telecomunicazioni.
Ma tutto questo è vero o una bufala?
Il problema della “mancanza di spazio” non è per nulla nuovo in ambito Web e spesso viene tirato fuori con toni allarmistici: per fare un esempio, tutti gli anni viene riproposto il problema che lo spazio di archiviazione dati stia finendo, cioè che in termini di spazio vi siano dei problemi ad archiviare tutti i dati che l’umanità produce costantemente ed in modo sempre più massiccio, ma questa è palesemente da considerarsi una bufala se si considera che i device vengono costantemente prodotti con nuove e più performanti unità di memoria di massa, quindi il problema non sussiste.
Ma per le reti wireless è la stessa cosa?
Non troppo tempo or sono Corrado Calabrò, presidente Agcom, disse queste parole in Parlamento: “Troppi smartphone, troppe chiavette Internet e la rete mobile italiana rischia seriamente il collasso” e subito i gestori di telefonia mobile dissero che non era vero e che la situazione era sotto controllo.
Ma, stando alle ultime mosse delle compagnie, le cose potrebbero stare in modo diverso:
3 Italia di recente, per ovviare ad un forte degrado delle prestazioni della sua rete mobile, ha di fatto imposto agli utenti un limite d’utilizzo non ben definito, atto a preservare la banda disponibile in caso di alto traffico.
Wind ancora offre dei piani dati “No Stop”, ma superata quota 1GB di traffico, viene limitata la velocità a soli 32Kbit.
Vodafone, sappiamo limita il VoIP e il tethering e così via un po’ con tutti i gestori.”
oneadsl.it
Se le cose stanno così allora forse lo spazio delle frequenze è davvero saturo. Se ci pensiamo in effetti, la mole di dati che ci si scambiano oggi senza fili, paragonata anche solo ad un anno fa, è enorme ed in crescita esponenziale.
Quindi forse, in questo caso, le compagnie non erano del tutto oneste nel negare quanto detto da Calabrò e la soluzione, probabilmente, sarebbe quella di assegnare nuove frequenze in modo trasparente e competitivo, per non rallentare lo sviluppo della banda larga, del Web e del wireless in un Paese in cui la tecnologia è già pesantemente compromessa.