Wi Fi: ecco cosa cambia

wifi pubblico cambio regole
WiFi pubblico cambiano le regole

Sono alcuni mesi che in Italia si parla con insistenza della possibilità di rientrare nei parametri standard degli altri paesi occidentali, liberando le reti Wi-fi, ma in queste ultime settimane la discussione è diventata fervente fino a sfociare in un’ottima decisione di Maroni ovvero la quasi “liberazione del Wi-fi”.
Anche noi avevamo parlato spesso della cosa: ci eravamo detti ad esempio che abrogare del tutto la legge che protegge la rete wirless non sarebbe stato molto assennato in quanto l’abrogazione di una legge di per se non perfetta e tecno-fobica non è sufficiente a garantire la libertà all’interno dell’ambito delle reti wireless perché il nostro ordinamento, nel bene e nel male, cinge comunque il problema e lo incanala a prescindere dall’articolo 7.
E, continuavamo sul punto: non si tratta di abrogare l’articolo 7 del Decreto Pisanu, ma di migliorarlo, semplificando e garantendo la cybersecurity”, spiega Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy. “Con la nostra proposta di legge, pensiamo ad un sistema più snello e meno burocratico: sostituire la licenza, che oggi i gestori di wi-fi in esercizi pubblici devono richiedere al questore, con una mera denuncia ad effetto immediato. In più, cancelliamo l’onere di documentazione cartacea e di acquisizione dei dati anagrafici degli utilizzatori, ma stabiliamo l’obbligo, per i gestori delle reti wi-fi a disposizione del pubblico, di proteggerle da accessi abusivi e da intrusioni illecite.
Ma adesso le cose sono cambiate, sono cambiate davvero e non senza scontentare nessuno, primo tra tutti Grasso, il “capo” dell’antimafia italiana. Ma vediamo nel dettaglio che cosa è cambiato realmente, o meglio che cosa si appresta a cambiare tra meno di due mesi.
Dal primo gennaio le connessioni wi-fi da luoghi pubblici saranno più libere e presto, probabilmente, anche più diffuse sul territorio italiano.
Il disegno di legge presentato da Maroni infatti fa scadere il 31 dicembre l’articolo 7 del decreto Pisanu, quello contenente obblighi e restrizioni per chi offre servizi di accesso internet in luoghi pubblici. Non si può parlare di liberalizzazione del Wi-Fi, perché il disegno dispone anche che resteranno alcuni obblighi a tutela della sicurezza pubblica. A definirli saranno, entro fine anno, i ministeri dello Sviluppo Economico, Innovazione e Interno. “Da qui a dicembre – ha detto Maroni – valuteremo quali siano gli adeguati standard di sicurezza e dal 1 gennaio i cittadini saranno liberi di collegarsi ai sistemi Wi-Fi senza le restrizioni introdotte cinque anni fa e che oggi sono superate dall’evoluzione tecnologica”.
Nel frattempo il disegno di legge dovrà comunque passare dall’approvazione del Parlamento. L’iter insomma è appena iniziato e l’incognita principale è quali saranno questi nuovi obblighi che sostituiranno quelli del Pisanu. Un’idea di fondo però sembra assodata: il governo vuole norme che al tempo stesso assicurino la sicurezza pubblica e non frenino più del necessario lo sviluppo del Wi-Fi in Italia. (fonte)
Quello che speriamo è che chi si troverà ad affrontare la situazione e ad apportare le modifiche del caso sia ferrato in materia e sia in grado di legiferare su un argomento per nulla semplice e terribilmente delicato.