Wireless libero: poche certezze e tanti dubbi

Libero wifi
Ancora dubbi sulla normativa

Tutto il Paese parla in questi giorni dell’abrogazione del decreto Pisanu, quel decreto cioè che ha portato fino ad oggi un vincolo stretto sulla liberalizzazione delle reti wireless wi fi e che ha imposto un freno all’evoluzione del mercato italiano visto che dallo sviluppo del WiFi pubblico dipende anche lo sviluppo del Paese.
Se da un lato è un dovere dello Stato garantire la sicurezza dei cittadini, dall’altro l’Italia ha già perso troppo terreno nei confronti degli altri Paesi Occidentali. Bastano poche cifre per rendersene conto: in Francia gli hot spot disponibili sono cinque volte quelli che abbiamo noi mentre negli Stati Uniti, Paese non proprio leggero nella lotta al terrorismo, le postazioni sono oltre 70 mila contro le 1.700 circa italiane.
Ma se da un lato si alzano grida di giubilo per la felicità intrinseca (ed innegabile) del cambiamento, dall’altra parte si teme che la legge venga rimessa in mano a chi non capisce profondamente le dinamiche della Rete o, peggio, a chi ne avesse paura.
L’iter è appena iniziato e l’incognita principale è, quali saranno questi nuovi obblighi che sostituiranno quelli della Pisanu.
Un’idea di fondo però sembra assodata: il governo vuole norme che al tempo stesso assicurino la sicurezza pubblica e non frenino più del necessario lo sviluppo del Wi-Fi in Italia e questo fa temere che l’abrogazione della Pisanu sia una migrazione verso una nuova legge che sia comunque più restrittiva che nel resto del mondo, mettendo un imponente bastone tra le ruote della già fragile crescita economica italiana.
Sono allo studio delle modalità che permettano di superare questi vincoli, per dare la possibilità anche a chi è straniero, e turista, di utilizzare il WiFi senza doversi prima perdere in lunghe procedure burocratiche, ma al momento non c’è alcuna certezza sulla strada che verrà intrapresa.
Manterremo monitorata la situazione cercando di seguire l’evolversi di una cosa che agli occhi di molti non ha alcun peso ma che in realtà pesa come un macigno sulla velocità presunta raggiungibile dall’Italia in campo internazionale.